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mercoledì 26 dicembre 2007

“I RASTELLI TEAM” SEMPRE SULLA CRESTA DELL’ONDA


LA CITTADINA DIVENUTA CAPITALE DELL’ACCONCIATURA


ORMAI FAMOSI I PARRUCCHIERI DI MOSCIANO SANT’ANGELO



Diciamo che ormai stanno davvero bruciando le tappe della notorietà e della professionalità. Parliamo de “I Rastelli Team”, affermati parrucchieri di Mosciano Sant’Angelo, che alcuni anni or sono, guidati magistralmente dal direttore artistico Gabriele Rastelli, conquistarono a Washington (Usa) significativi riconoscimenti: medaglia d’oro individuale e la Coppa del Mondo a squadre. Anche quest'anno le attività accademiche de "I Rastelli team" sono andate alla grande. La frequentazione ai corsi, sia di formazione che di aggiornamento, presso la scuola di Mosciano Stazione, è andata oltre le più rosee previsioni. Il direttore artistico del “team” Gabriele Rastelli così ci dice: “Nel 2007 siamo stati presenti nei vari hair-show nazionali ed internazionali. Abbiamo avuto la possibilità di esprimere la nostra creatività a Francoforte ed a Parigi, poi a Roma, Napoli e Salsomaggiore Terme. In quest’ultima rinomata località in occasione del concorso nazionale di bellezza “Miss Italia” “. Poi Gabriele Rastelli parla della sua squadra: “Nei vari show si sono esibiti anche, con creazioni Moda, mio fratello Bertino, Tiziana Tulli, Aminta De Flaviis, Katia Lucidi, Linda Di Martino, Laila Di Giannuario, Eleonora Pernacchia, Luigi Candeloro, Walter Esposito (Alba Adriatica) e Fabrizio Secondini (Guardia Vomano)”. Gabriele Rastelli tiene a sottolineare che sotto i suoi colori si sono espressi anche Giustino e Silvano Marsigliesi, Giovanni Flagello, Giulio Filona, Giuseppe Buonanno e Giovanna Finizza, tutti laziali. Ma la vecchia sede è diventata ormai troppo stretta, e così “I Rastelli Team” nel 2008 si trasferiranno nella nuova sede ubicata nei pressi dell’uscita autostradale A/14 di Mosciano Sant’Angelo. Sono in embrione nuove tecniche di lavoro, definite molto interessanti, che consentiranno all’ormai famosa squadra di acconciatori di calcare ancora e alla grande pedane nazionali ed internazionali. Così conclude Gabriele Rastelli che nel settore vanta ormai ben 30 anni di attività: “Oltre alla scuola, sul territorio abbiamo anche a disposizione i saloni di Mosciano Sant’Angelo, Giulianova Lido e Sant’Omero gestendo, nel contempo, altri punti accademici nel Lazio ed in Puglia con la prospettiva di sbarcare in Campania e Molise”.
Alfonso Aloisi alfonsoaloisi@virgilio.it

mercoledì 27 giugno 2007

EX COLONIA "ROSA MALTONI MUSSOLINI" - CHIESTO L'INTERVENTO DEL MINISTRO RUTELLI

Al Sig.
Ministro per i Beni e le Attività Culturali
On. Francesco Rutelli
R O M A


OGGETTO: ex Colonia “Rosa Maltoni Mussolini” di Giulianova (Te).


L’ampia struttura in oggetto, sita sul lungomare nord di Giulianova al centro di una zona prettamente turistica e risalente agli anni ’30 del secolo scorso, versa da molti anni in un grave stato di degrado ed abbandono.
Nonostante i ripetuti interventi del Sindaco della Città Sig. Claudio Ruffini, l’E.N.A.M. di Roma (Ente Nazionale di Assistenza Magistrale), proprietaria dell’immobile, non ha mostrato sinora alcuna volontà concreta tesa alla ristrutturazione ed al risanamento di un complesso certamente importante da un punto di vista storico-urbanistico-culturale.
In qualità di Consigliere Nazionale di “UnionTurismo” per l’Abruzzo (www.unionturismo.it), mi rivolgo a Lei Sig. Ministro affinché intervenga presso la presidenza dell’E.N.A.M. in modo che questo annoso problema possa essere risolto al più presto ponendo fine ad una scandalosa indifferenza nei confronti di un bene di pubblico interesse.
Resto in fiduciosa attesa e Le porgo i più cordiali saluti

Giulianova, lì 28 giugno 2007


Alfonso Aloisi
Consigliere Nazionale
“UnionTurismo”

domenica 15 aprile 2007

ANNO 1863: PROGETTO DELLA FERROVIA TRANSAPPENNINICA GIULIANOVA-TERAMO-AQUILA-ROMA. UN'OCCASIONE MANCATA







Nel 1860 la II guerra di indipendenza e l’appoggio determinante del governo inglese all’impresa garibaldina concretizzano, con l’eccezione del Veneto (1866) e di Roma (1870), l’unificazione nazionale a livello politico, ma non certo economico-sociale. Due realtà, profondamente diverse, del centro-nord e del centro-sud dell’Italia, più che incontrarsi si scontrano con conseguenze drammatiche per la popolazione dell’ex regno borbonico il cui stato di indigenza e disagio si aggrava al punto da sfociare nella sanguinosa stagione del brigantaggio.
Il controllo e la gestione del territorio assume, perciò, una valenza economico-politica di vitale importanza per i governi della Destra storica (1860-1876) che, con la creazione di moderne infrastrutture, tentano di colmare il ritardo nello sviluppo della Nazione rispetto ai più progrediti Paesi europei.
“Cucire lo stivale” è, quindi, una priorità assoluta: unire longitudinalmente la penisola ed i suoi grandi centri urbani, per favorire i traffici con il Nord Europa e con l’Oriente sarà il criterio adottato. L’Abruzzo, nella scelta obbligata di realizzare una linea ferroviaria lungo l’Adriatico, per l’impossibilità di transitare per lo Stato Pontificio, è una delle regioni coinvolte nel progetto affidato nel 1861 alla “Società Strade Ferrate Meridionali”, ma non solo.
Per le sue caratteristiche territoriali, infatti, la nostra regione, oltre che alla nuova via litoranea, è interessata a linee transappenniniche, in grado di assicurare alle zone interne comunicazioni articolate e ramificate, con circuiti locali e nazionali, al fine di evitare il perdurare o l’aggravarsi di pericolose emarginazioni. Fra i progetti figurava la realizzazione di una linea ferroviaria che da Pescara, attraverso Sulmona, Aquila e Rieti, proseguisse fino a Roma. Tale intento, inizialmente recepito dall’Assemblea di Palazzo Carignano, viene accantonato e sostituito con quello destinato a servire le terre del Fucino che i Principi Torlonia stavano bonificando. Questa tratta da Pescara, attraverso Avezzano e la Valle Roveto, doveva giungere a Ceprano nel Frusinate, cioè alla frontiera con lo Stato Pontificio dove terminava la ferrovia Napoli-Roma.
La città di Teramo non prende inizialmente posizione nelle dispute in quanto le classi dirigenti locali erano interessate prevalentemente a problemi di altra natura. In un secondo momento, ovvero all’inizio della primavera del 1863, il municipio di Teramo, d’accordo con le rappresentanze della Deputazione provinciale, incaricava l’ing. Clemente Maraini di realizzare uno studio progettuale per una linea ferroviaria che, partendo da Giulianova, collegasse il capoluogo del I Abruzzo Ulteriore (Teramo) all’Aquila, fino al confine romano.
L’ing. Maraini, dopo pochi mesi, presentava il progetto di una linea ferroviaria che da Giulianova-Teramo, attraverso la vallata del Vomano ed il pianoro di Porcinaro, per mezzo di una galleria di ml. 1.200 circa, avrebbe raggiunto Montereale, Marana, Pizzoli e L’Aquila, per poi proseguire verso Rieti e Roma.
Questa importantissima via di comunicazione purtroppo non è stata mai realizzata, per cui la provincia teramana e quella aquilana sono rimaste isolate e, perciò, penalizzate, dal resto del territorio nazionale.
A distanza di circa 150 anni lo svantaggio dell’intera area è stato colmato solo in parte dalla realizzazione dell’autostrada. Basti pensare che non esiste a tutt’oggi una transappenninica ferroviaria funzionale. (Prima parte – segue nel prossimo numero).
Alfonso Aloisi



Fonti (Club Alpino Italiano, Sez. L’Aquila)